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di Elisa Giulietti

Ancora pochi mesi per entrare nel vivo della cultura del Sol Levante

Rovigo, incantevole capoluogo veneto,  ospiterà fino al 26 Gennaio 2020 “Giapponismo- Venti d’Oriente nell’arte e nel Manga europei” – due mostre dedicate alla secolare contaminazione, viva ancora oggi, tra cultura giapponese ed europea.

Con un unico biglietto la possibilità di compiere un viaggio nel tempo dagli albori dell’Impressionismo ottocentesco, nato dalla suggestione delle stampe giapponesi sbarcate in Europa, fino al vivo della moda giapponista della serie tv Manga Radiant.
Un viaggio che, da Palazzo Roverella all’antistante Palazzo Roncale, vi porterà a spasso nell’incantevole città di Rovigo, dove la delicata eleganza e l’equilibrata essenzialità della cultura nipponica si mescolano alla raffinatezza dell’arte rinascimentale occidentale.

 


“Tutto l’impressionismo è dovuto alla contemplazione e all’imitazione delle stampe luminose del Giappone”

Osservava lo scrittore francese Edmond De Councourt. E in effetti le opere di Gaugin, Degas, Van Gogh, Bonnard e De Nittis non sarebbero mai state realizzate senza l’ispirazione delle xilografie Ukiyo-e di Hokusai e Utagawa ed entrambi i patrimoni artistici sono ammirabili a Palazzo Roverella nella mostra curata da Francesco Parisi.

I luoghi di Palazzo Roverella offrono un percorso attraverso i più importanti paesi europei che si sono lasciati suggestionare dallo stile di vita giapponese e ne hanno lasciata traccia nell’arte: dalla Francia e l’Olanda, all’Inghilterra, la Germania e l’Italia, fino ad arrivare al Giappone, a cui è dedicata un’intera stanza dove si possono ammirare, oltre ai primi libri illustrati dei Manga di Hokusai, anche le famose xilografie policrome Ukiyo-edel Mondo Fluttuante”, dove linearismo, bidimensionalità, e superfici piatte incontrano i colori brillanti e il fascino dei paesaggi e della simbologia zen, che a partire dall’Ottocento diverranno le direttive artistiche dei pittori impressionisti europei.

Ma il viaggio attraverso la storia dell’arte non finisce qui, perché al termine della visita, coloro che vorranno potranno proseguire gratuitamente tra le sale della Pinacoteca di Palazzo Roverella.

Qui sono in mostra in maniera permanente i tesori dei grandi maestri della pittura italiana tra Quattrocento e Settecento, da Giovanni Bellini a Giambattista Tiepolo;

Si termina con la nuova sala che completa la sezione archeologica con una ricca collezione di reperti egizi.

La febbre Giapponista

Dall’antichità fino ai giorni nostri, Rovigo mette in mostra tutte le grandi stagioni della Storia dell’arte, passando per la protagonista indiscussa delle nostre serie tv, dei fumetti, l’abbigliamento e persino delle nostre tavole.

Stiamo parlando della moda Japonisant che sbarca in Europa a partire dal 1853, quando dopo secoli di isolamento, l’impero del Sol Levante, dietro la minaccia di un attacco navale statunitense, apre le sue frontiere verso l’Occidente, intraprendendo una serie di relazioni diplomatiche e commerciali con Stati Uniti, Olanda, Francia, Germania e Italia.

Le prime stampe giapponesi iniziano a circolare in Olanda, dove i carichi di tè, ceramiche e arredi da giardino, arrivano impacchettati nelle prove di stampa non riuscite delle xilografie.
Inevitabile fu l’innamoramento della borghesia del Vecchio Continente per quella costante ricerca della sintesi attraverso decorazioni semplici e colori brillanti che accostano alla delicatezza e all’equilibrio una raffinata eleganza. 
Tutte caratteristiche che si sposano alla perfezione con gli orientamenti dei movimenti europei del Modernismo e del Simbolismo.

 

 

La cultura zen diventa così una vera e propria moda, la moda del “Giapponismo”

Verrà assorbita a più livelli, non solo artistico, ma anche letterario e linguistico: lo dimostra il caso di Gabriele D’Annunzio, che accoglie nel suo lessico ricercato e prezioso numerosi nipponismi come kara-kiri, che è in realtà un’errata grafia per hara-kiri, termine che indicava il suicidio rituale compiuto dai samurai squarciandosi il ventre con la spada.

Essenzialità e raffinatezza, equilibrio e asimmetria, colori brillanti e soggetti ritratti nell’atonalità della vita quotidiana sono i toni dominanti dell’arte e della cultura giapponesi.

Uscendo da Palazzo Roverella, le suggestioni della cultura zen vi porteranno a guardare con occhi diversi il Corso del Popolo con le sue panchine occupate da una pioggia asciutta, le foglie ingiallite sui tavoli vuoti dei bar, i raggi di luce fredda che tagliano i rami sfogliati delle querce intravisibili in lontananza dai giardini di Piazza Matteotti.

Anche l’innocente malinconia di una pioggia domenicale può trasformarsi, nella suggestione di un’opera d’arte, in uno sguardo intimo e luminoso sulle bellezze che l’Italia offre ai nostri occhi.

Bellezze di un paesaggio in costante comunicazione con la sensibilità di pochi artisti, con l’interiorità di tanti visitatori e il piacere di una visione armonica di tutti noi. Se è questo quello che D’Annunzio intendeva col “Fare la vita come si fa un’opera d’arte”, allora

…tutti dovremmo imparare a guardare da una prospettiva più vicina, più interna a noi, la nostra bella Italia.

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Elisa Giulietti
Diplomata da poco al Liceo Classico, coltivo la passione per lo scrivere alla facoltà di Lettere Moderne all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Cinema, Teatro e Sport mi appassionano, ma la Scrittura mi permette di valorizzare ogni attimo della vita, trasformando ogni spaccato del quotidiano in una pagina che sappia d’uomo, dove leggere realtà e assaporare emozioni. Un Maestro mi ha insegnato che il male è inevitabile e prima o poi tutti ne avremo a che fare. Solo sapendo dove si trova e accettando di farne parte possiamo “riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, farlo durare e dargli spazio”. Da lì ho capito che il giornalismo era la mia strada.

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