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di Elena Galifi

Shakespeare come non lo avete mai vissuto

Shakespeare Horror Story non è una semplice rappresentazione teatrale. È un viaggio emozionale in cui immergersi senza confini.

Nell’esordio romano del Museo Canonica a Villa Borghese  Shakespeare Horror Story nella “formula itinerante dello spettacolo”, oltre a varcare i limiti del teatro, supera i confini dello Stretto per inaugurare un viaggio attraverso diverse città italiane.

L’intento è quello di portare lo spettacolo fuori dal palcoscenico e la forza potenza shekesperiana in altrettante strutture cariche di storia, per coniugare le suggestioni dei luoghi con la potenza espressiva delle commedie del Bardo.


L’allestimento dello spettacolo teatrale itinerante del regista Daniele Gonciaruk nel Museo Canonica di Villa Borghese,  dal 7 al 25 agosto, propone la formula dello spettacolo “itinerante”.

Il pubblico, accolto fuori da spazi convenzionali, non è costretto e seduto in modo stanziale e passivo di fronte al palcoscenico, ma segue gli attori tra gli spazi esterni ed interni di un museo, tra accadimenti e soprattutto è attratto ed incantato dalle parole del grande maestro di tutti i tempi.

Immersi in Quadri scenici e Tragedie

La grande regia di Daniele Gonciaruk accompagna tra gli spazi museali attraversando abilmente i passaggi più significativi dei lavori Shakesperiani, tra quadri scenici tratti da Macbeth, Otello, Re Lear, Romeo e Giulietta, Riccardo III, Amleto legati insieme dalla vicenda di Tito Andronico, la prima, più fosca e cruenta tragedia che l’autore inglese abbia mai scritto.

Daniele Gonciaruk coinvolge e dirige il pubblico con la figura di un metaforico traghettatore che guida attraverso i luoghi della rappresentazione.

In ogni scena troviamo le debolezze umane che si trasformano in vizi e poi in orrori!

In una sequela di quadri scenici e nello stesso titolo Shakespeare Horror Story si racchiude l’anima di un lavoro che ha per nome “horror” e che sottintende quale e quanta malvagità può arrivare il genere l’essere umano.

In un percorso che vede alternare l’esterno con l’interno di spazi museali, proprio come in noi stessi lo scoprire fatti pubblici ed ambiti intimi, Shakespeare horror story nel Museo Pietro Canonica a Villa Borghese ha toccato 16 stazioni o tappe, in una messa in scena dove si è annientata anche la distanza tra platea e palcoscenico e gli spettatori sono totalmente immersi e nell’azione.

Così, ci si divincola tra i giardini esterni, liberi proprio come tra le passioni sfrenate che muovono il mondo, e ci si inoltra tra le stanze degli edifici come negli spazi bui della nostra coscienza più oscura e indicibile.

Il viaggio interiore

Ed è come guardarsi dentro, attraverso un viaggio interiore in noi, in cui si specchia la disperazione di Giulietta, come anche la malvagità di Riccardo III, come anche l’ira di Amleto, l’angoscia di Macbeth o la cieca gelosia di Otello.

Via via quei sentimenti umani prendono forma visibile davanti ai nostri occhi e possono arrivare a sfociare in grandi insostenibili tragedie in una previsione e descrizione che confermano la grandezza del Bardo nella conoscenza delle sfaccettature e negli angoli più nascosti dell’animo umano.

Il Connubio tra le Arti 

In “Shakespeare Horror Story” le due arti principali, orale e figurativa, come due facce della stessa medaglia, ben si uniscono e confondono nella maestria del regista che sceglie angoli adatti ai testi.

Così per il prologo affidato alle streghe del Macbeth Daniele Gonciaruk ha scelto un angolo del giardino della casa dove è posizionato un pozzo, ma in generale molte altre scene anche molto cruente, come l’omicidio di Desdemona per mano di Otello, come anche tanti altri delitti ed efferatezze avvengono nell’oscurità sopraggiunta tra le siepi.

Questo a rappresentare che gli stessi giardini possono essere luoghi aperti atti a misurare i propri stati d’animo.

Altre scene sono ambientate all’interno, nelle sale e spesso hanno come sfondo le opere marmoree di Pietro Canonica.

Per citarne solo alcuni, la sala VII, della ritrattistica per eccellenza, ha visto in primo piano ben due volte l’Abisso, sia nel caso di Giulietta che, disperata, arriva a togliersi la vita.

O anche nel caso di dell’imperatore Saturnino quando si vede messo al bando.

Il regista sceglie per le scene funeree, come anche la cena finale, le stanze della residenza privata, in particolare la Sala del Camino, così chiamata per il predominare del monumentale camino in pietra lavica realizzato nel 1581, anche per il grande impatto visivo in fondo alla parete del Bozzetto in marmo per il Monumento a Vittorio Emanuele II.

Così l’arte oratoria impressa nella parola del grande drammaturgo e poeta inglese ben si sposa con l’ambiente museale e ne esalta la grandezza e il connubio tra le arti sembra essere riuscito.

Tutto il viaggio emozionale finisce con la domanda sul peso e l’utilità di tutta questa crudeltà di fronte alla morte, quindi sul valore della vita.

Teatro Shakespeariano

Nello spettacolo va riconosciuto il grande merito estetico al regista Daniele Gonciaruk che ha saputo rappresentare quelle pagine così intense scritte secoli fa, spogliate da ogni costruzione artificiale sceniche, in una proposta di gusto puro che avvicina al teatro classico elisabettiano.

Ha ridato vita e vigore alle “parole” dell’autore inglese dimostrando a pieno il suo essere sempre e comunque attuale, senza necessità di artifici o strategie per renderlo necessariamente contemporaneo o adattarlo ad eventi vicini alla nostra epoca.

Lo spettacolo Shakespeare horror story

Lo spettacolo Shakespeare horror story, prima assoluta a Roma, è già andato in scena con successo per le prime tre edizioni a Messina ed ora in scena fino 25 agosto nella location suggestiva del museo Canonica di Villa Borghese.

Un luogo straordinario oggi museo, nato da residenza privata e laboratorio dello scultore e compositore italiano che in un ambiente, intessuto di impegno morale e civile, ha formato il suo senso estetico, tipico della tradizione artistica italiana.

Oggi questa realtà prende nuova vita avvicinandosi al teatro grazie a “Shakespeare Horror Story”.

Mappa dello spettacolo
1) Prologo, Streghe
2) MacBeth
3) Tito Andronico 1
4) Re Lear
5) Tito Andronico 2
6) Romeo & Giulietta
7) Passaggio Streghe
8) Tito Andronico 3
9) Riccardo III
11) Tito Andronico 4
12) Passaggio Streghe
13) Amleto
14) Tito Andronico 5
15) Otello
15) Tito Andronico 6
16) Amleto, finale
“Shakespeare Horror Story”
Spettacolo teatrale itinerante del regista Daniele Gonciaruk
negli eventi dell’Estate Romana 2019
Museo Canonica di Villa Borghese dal 7 al 25 agosto

Ingresso: 
intero € 15,00 / ridotto € 13,00 per over 60 e under 25
Prenotazione: 
Per info e prenotazioni contattare il numero 3932424100
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Elena Galifi
Sono un'appassionata giornalista, iscritta nell'elenco pubblicista dal 1993. Nel Punto News.net sono il Direttore Responsabile. L’ho creato nel 2012 e oggi, con un rinnovato team, lo ripropongo in una nuova versione. Considero la comunicazione da sviluppare in ogni forma espressiva. Per me è l’elemento essenziale per la vita e per la mia stessa esistenza. Di me posso dire che …la curiosità uccise il gatto ma non potrà mai uccidere me. elena.galifi@ilpuntonews.net

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