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#vitadabikers di Massimiliano Facchini

Il Bikers “cavalca” la propria motocicletta e crea una simbiosi unica fino ad “indossarla” come un abito sartoriale fatto su misura

Così oggi molte officine si stanno convertendo e specializzando per consentire di personalizzare a proprio gusto la propria due ruote, quando esce di serie dalla propria casa di fabbricazione.

Andiamo a conoscere la realtà di queste OFFICINE SARTORIALI, parlandone anche insieme a  Mauro Giuliani e suo figlio Simone che gestiscono da decenni un’officina a Roma, attiva su motori e customizzazione.

Ma non solo! Approfondiremo la conoscenza, la storia, e alcune curiosità’ sul mondo del Custom, Cafè racer, Bobber, e Scambler.


Libertàmovimento e velocità queste sono le sensazioni che si provano quando il vento ti accarezza il volto mentre accompagni la tua due ruote verso la rotta che disegna la strada che stai percorrendo

To Start 

Si inizia con l’acquisto di una moto, poi con il tempo si ha voglia di qualcosa in più, personalizzarla, rendere la propria due ruote unica nel suo genere, che si avvicini e che somigli in qualche modo a noi che ogni giorno, sia che piova o ci sia il sole, perfettamente in simbiosi con il mezzo, noi saltiamo in sella e partiamo.
Comincia cosi una ricerca puntigliosa più che di una semplice officina,  di  una “sartoria meccanica” , dove incontrare i customizer, che con le loro sapienti mani riescono ad elaborare a regola d’arte il telaio e il sound magico del motore in maniera unica.
Non semplici meccanici, ma veri e propri artisti, che con ingegno ed estro riescono a trasformare il sogno di vedere la propria due ruote prendere forma, come con un abito cucito addosso su misura in una sartoria artigianale, dove dosando sapientemente design e gusto per il classico, scatenando  la propria fantasia creativa per inventarsi nuove meccaniche.
Oggi molte officine, definite cosi in modo riduttivo, fucine artistiche la giusta definizione, si stanno convertendo e specializzando nel settore del Custom, Cafè Racer, Bobber e Scrambler, cioè dove si possono  personalizzare a proprio gusto la propria due ruote che esce di serie dalla propria casa di fabbricazione.
Inseriscono l’accessorio migliore, la pelle più pregiata sulla sella, la giusta scelta del colore sul telaio, i disegni particolari ed unici sul serbatoio, per arrivare a comporre la moto, perfettamente pronta ad essere “indossata” dal Bikers che ci si rispecchierà fedelmente.
La nostra cultura del lusso, del bello da vedere, dall’uso di materiali di ottima qualità’, che si esprime e riconosce sotto l’etichetta del ” Made in Italy‘, si ritrova anche negli artisti meccanici che esprimono e mettono in atto tutto l’estro, la fantasia e l’ingegno riuscendo a realizzare una vera e propria opera d’arte ogni volta che “customizzano” una due ruote, che prima di “passare” sotto le loro mani era soltanto un’ anonima di “serie”

 Quattro chiacchere con

Ne parliamo con Mauro e Simone Giuliani, padre e figlio,  uniti dalla stessa passione per le due ruote e titolari dell’officina Brazil Moto a Roma

Come nasce la passione per le moto?

Mauro: Lo devo a mio padre, meccanico di precisione in una fabbrica di motori a San Paolo del Brasile.
Simone: Seguo le orme di mio padre Mauro, che mi ha trasmesso, grazie alla sua grande esperienza nelle due ruote la passione per questo mondo.
L’officina da quando viene avviata agli inizi degli anni 80’ riscuote subito un grande successo, ci racconta Mauro, gli interventi meccanici sono rivolti a tutte le migliori marche di moto dalle giapponesi alle altre. Nel tempo si trasforma, seguendo gli andamenti delle mode e quelli economici che colpiscono e di conseguenza modificano il rapporto con la clientela. Oggi oltre ad occuparsi del reparto motori in particolare  delle Harley Davidson, nell’officina, conclude Simone, eseguiamo in maniera molto professionale, lavori di pregevole artigianalità’ sui telai, serbatoi ed altri accessori sulle più’ conosciute marche motociclistiche

Conosciamo meglio il significato, la storia e alcune curiosità sul mondo del Custom, Cafe’Racer, Bobber e Scambler


 Fonte Wikipedia

Custom

Il Custom è un’attitudine, un modo di vivere il mondo motociclistico caratterizzato dalla propensione del motociclista a trasformare il suo mezzo in modo da guidare un qualcosa di unico.
Il custom riguarda i proprietari di motociclette di diverse marche e nazionalità. Tali motocicli spesso sono caratterizzati da una seduta molto bassa, un interasse lungo con pedane avanzate e in genere uno pneumatico posteriore largo, oltre a particolari accessori, realizzati come unici esemplari.
La loro linea, a differenza di tutte le altre tipologie di moto, è rimasta invariata nel corso degli anni (per questo tali moto vengono definite “dalla linea immortale” o “senza tempo”). Adatte a qualsiasi tipo di spostamento, sia esso un breve tragitto che un lungo viaggio. Contrariamente alle moto d’impostazione sportiva e naked (moto sportive private della carenatura), accolgono con molta comodità sia il pilota che l’eventuale passeggero.
 Di solito si distinguono per le numerose cromature presenti e spesso presentano livree e verniciature molto particolari ed appariscenti. Possono montare protezioni aerodinamiche (generalmente fornite come optional) e, come ad esempio le cosiddette “Grand Cruiser”, sono in grado di trasportare oggetti voluminosi (sono previste, quasi sempre come optional, borse laterali di enorme capienza). Si prestano estremamente bene alla personalizzazione (da qui il nome “Custom”) sia estetica che motoristica.
Esistono molti preparatori di moto “Custom” che forniscono parti estetiche (o addirittura creano da zero moto totalmente personalizzate) e componenti ad alte performance per questa tipologia di motocicletta. Oggi anche in Italia sono molti i preparatori chiamati Customizer che contribuiscono ad elevare allo stato dell’arte questo mestiere puramente artigianale, i più noti non si limitano ad assemblare pezzi e parti recuperate nei numerosi cataloghi esistenti ma disegnano e costruiscono da zero parafanghi, fari, pedane, serbatoi e addirittura telai arrivando ad omologare come pezzi unici tali sculture motorizzate. Le custom sono suddivisibili oggi in numerose categorie, tra le più note ci sono i Chopper, i Bobber, le Old Style ma nascono continuamente nuove denominazioni per collocare le opere dei customizer in una sorta di catalogo temporale allo stesso modo con cui si collocano le opere d’arte nella storia. 
La personalizzazione di queste moto ha dato vita anche ad una nuova tipologia di motociclette: le “Chopper” caratterizzate da forcelle lunghe particolarmente diffuse in Svezia e negli U.S.A.soprattutto negli anni sessanta dello scorso secolo

Cafe’ Racer

Le moto Cafe Racer sono caratterizzate da una serie di modifiche estetiche, atte a valorizzare l’idea di velocità.
Il termine Café racer nacque nel Regno Unito, durante la prima metà degli anni sessanta, per indicare in modo dispregiativo i motoveicoli che i giovani del movimento Rocker ostentavano, parcheggiandoli davanti ai locali pubblici da loro frequentati e caratterizzati dalla presenza esterna delle loro motociclette. Il primo di questi locali fu il 59 Club, mentre il più celebre è l’Ace cafe.
Questi motoveicoli erano motociclette stradali spogliate di tutto quanto legato al turismo e dotate di accessori specialistici e sovrastrutture modificate – spesso autocostruiti – in maniera tale da sembrare moto da competizione, ma in realtà utilizzate esclusivamente per fare bella mostra
Negli anni settanta tale termine fu ripreso in Francia, con il significato di “pilota da bar”, per indicare in tono ironico questa categoria di motociclisti.
Nel moderno uso lessicale, per Café racer si intende una motocicletta dall’aspetto sportivo, spesso in stile rétro, strutturalmente e meccanicamente comparabile ad una motocicletta di serie

 

Bobber

 
Un Bobber è un tipo di preparazione motociclistica, che ha preso forma negli anni cinquanta e che tuttora è molto diffusa.
 
Le motociclette con questa preparazione, chiamate bobber, sono affini ai chopper in quanto entrambi rappresentano un approccio minimalista al mezzo che viene spogliato di tutto ciò che non è indispensabile. Ciò include l’adozione del caratteristico telaio rigido e il parafango posteriore accorciato, chiamato bobbed. 
La principale differenza tra chopper e bobber è che i bobber vengono costruiti mantenendo il telaio originale, che invece nel caso dei chopper viene spesso pesantemente modificato, tagliato e risaldato. I bobber inoltre hanno uno stile molto spartano, privo della maggior parte delle caratteristiche estetiche del chopper come parti cromate e forcella allungata. Altre caratteristiche che distinguono spesso i bobber sono gli pneumatici dalle spalle alte, sella monoposto e collettori bendati. Il tutto finalizzato a ricreare un look vintage tipico del secondo dopoguerra

Scrambler 

 
Lo Scrambler, in campo motociclistico, indica un tipo di motoveicolo con caratteristiche principalmente stradali, al quale sono state apportate lievi modifiche per renderlo adatto ad affrontare percorsi sterrati o brevi tratti fuoristrada di trascurabile difficoltà.
Il termine “scrambler” deriva dal verbo inglese “to scramble” che significa mischiare.
Così erano chiamate, in alcuni territori di provincia statunitensi della fine anni cinquanta, le motociclette stradali cui venivano applicati manubri, pneumatici e rapporti da fuoristrada, al fine di agevolmente percorrere le lunghe strade sterrate che collegavano i “ranch” alle vie di comunicazione pubbliche.
Arrivato in Europa, il termine fu utilizzato soprattutto dalle case italiane e inglesi che, a partire dagli anni sessanta, sfornarono un cospicuo numero di modelli “scrambler”.
In Italia, molte delle più importanti case costruttrici avevano in listino un modello turistico trasformato “scrambler”, come Ducati, Moto Guzzi, Laverda, Moto Morini, Benelli, MV Agusta o Gilera. Inizialmente, modelli appositamente concepiti per cercare uno sbocco commerciale sul mercato americano che ebbero grande successo su quello nazionale
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