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Federico Zammataro, amministratore unico del marchio Sapurhi

Sicilia, simbolo di artigianalità e di prodotti territoriali eccellenti

Lo sa bene Federico Zammataro, giovane imprenditore appena trentenne, che la sua terra non l’ha mai abbandonata e che la identifica al meglio con Sapurhi, azienda che da circa un anno punta a distinguere prodotti autoctoni siciliani in uno stile di tradizione e alta qualità.


Una storia di famiglia

“L’attività di lavorazione e trasformazione di frutta secca è sempre stata il core business dell’azienda di famiglia: mio padre, 40 anni fa, è entrato nel settore delle macchine per la lavorazione, sgusciatura e pulitura della frutta a guscio. Sedici anni fa con i miei fratelli abbiamo deciso di estendere l’attività con Sicysun, un laboratorio di semilavorazione di questo tipo di prodotti nei pressi di Adrano, in Sicilia”.

La Sicysun presente all’Expo 2016 del Pistacchio Dop di Bronte con i propri prodotti

Da questa azienda è nata Sapurhi, un ramo dell’azienda madre, la Sicysun per l’appunto, che punta in particolare su prodotti di nicchia destinati al gourmet. Una vera punta di diamante.

Quattro i prodotti principali: mandorle, pistacchi, noci e nocciole, dai quali nasce una prestigiosa linea di creme, pesti, spalmabili e granelle.

 

La distinzione infatti sta nella cura dell’immagine e del design, incentrata su un packaging più curato e dettagliato, e dalla qualità dei prodotti rigorosamente figli di terre siciliane.

 

“Tutto questo – spiega Zammataro – nasce dalle insoddisfazioni di lavorare nella Gdo (grande distribuzione organizzata) che ti spinge a commercializzare prodotti da prezzo sacrificando la qualità. A questo compromesso non volevo scendere, sono creativo, mi sono voluto distinguere. Sono uscito a testa alta dalla grande distribuzione, che promette grandi volumi ma poche soddisfazioni, sia in termini economici che lavorativi”.

La linea prestigiosa di creme e pesti a marchio Sapurhi

Qualità e immagine in Sapurhi

Così in Sapurhi qualità e immagine sono al primo posto.

Anche il marchio aziendale è stato curato nei minimi dettagli, creato in collaborazione con Gianni Latino, un personaggio di spicco nel mondo della grafica proveniente dall’Accademia di Belle Arti di Catania.

“Ci siamo ispirati alla parola ‘Sapurhi’ che in siciliano significa ‘sapore’. Per rappresentare il sapore come concetto astratto, abbiamo pensato al pappagallo, il volatile in natura con più papille gustative, capace quindi di distinguere la qualità”.

Tradizione e innovazione

Sapurhi nasce sul territorio di Adrano (CT) alle pendici dell’Etna, al confine con Bronte, la famosa città del pistacchio. “Scendiamo in campagna e acquistiamo frutta secca da coltivatori locali, fidati e selezionati”. Dopo un’attenta valutazione il prodotto arriva nello stabilimento di 750 mq dove comincia la lavorazione.

Per quanto riguarda pistacchio e mandorla, prima della sgusciatura c’è un’altra fase: il frutto possiede un’ulteriore corteccia oltre al guscio, chiamata ‘mallo’, una sorta di buccia molto morbida che con la smallatura viene eliminata: rimane solo la parte legnosa, molto liquida e ricca di resina.

Dopodiché il frutto viene steso al sole alla “vecchia maniera” per l’asciugatura: “in questo modo la qualità è più elevata in quanto non ricorriamo ad un processo industriale ma totalmente naturale, rispettando le tradizioni territoriali. Questo processo infatti può durare diversi giorni a seconda del clima”.

Una volta avuto il frutto puro, la lavorazione è diversa a seconda della destinazione del prodotto: pasticceria, salumifici, gelateria.

Ma il prodotto di punta firmato Sapurhi è la crema di pistacchio dolce. Una spalmabile fine e delicata, raffinata, dal gusto leggero. Un prodotto eccezionale che risponde alla domanda di oggi del consumatore consapevole che ricerca cibi salutistici: ormai il pistacchio è entrato al 100% nella vita mediterranea. Si adatta a qualunque piatto enfatizza Zammataro: “Io lo definirei la Regina della dieta mediterranea”.

“Ci stiamo preparando a molti eventi, fiere ed esposizioni per far conoscere i nostri prodotti – sottolinea Federico. L’esigenza del consumatore finale è cambiata molto negli ultimi anni: si è più attenti agli ingredienti e a quello che si mangia. “Per questo intendiamo uscire sul mercato con creme fatte di ingredienti essenziali, con un’aggiunta minimale di oli esterni utilizzando quelli della frutta stessa e riducendo gli zuccheri. La frutta secca si collega a una dieta salutare, per questo cerchiamo di restare il più puri possibile”.

Dal produttore al consumatore

Sapurhi vende per scelta solo tramite e-commerce. L’obiettivo è avere un controllo totale del mercato, una linea diretta dalla produzione alla vendita, non intermediata dalla Gdo.

Il mercato di destinazione è prevalentemente italiano in una misura dell’80%, investendo molto sull’esposizione nazionale con un ampio calendario fieristico in programmazione per dopo l’estate.

Il restante 20% invece è rappresentato soprattutto dal Nord Europa: “contiamo di conquistare una fetta di mercato estero più importante in vista di Expo Dubai 2020”.

Nell’attività artigianale di Sapurhi la tecnologia è ridotta all’osso e i prodotti sono semplici ma selezionati. “Le cose semplici – conclude Zammataro – ossia le meno complesse, sono le più genuine. In questo modo si tende anche ad aumentare la produzione in quantità senza diminuire la qualità”.

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