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L’EDITORIALE di Elena Galifi

Il presidente del Parlamento Europeo, l’onorevole Antonio Tajani, era presente nella terza municipalità di Roma, la più vasta per territorio romano

In mezzo alla gente per sostenere Francesco Bova, candidato della coalizione di centro destra, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, nel ballottaggio di domenica 24 giugno

 


Il Puntonews.net incontra il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, che chiude la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio municipale e l’elezione del nuovo presidente.

Con le sue parole invita a riflettere sul significato di un ballottaggio che vede confrontarsi il centro destra e il centro sinistra, in un risultato che mette da parte i pentastellati in un voto negativo di mezzotermine per la citta di Roma

Circa la scelta che il cittadino dovrà ponderare domenica 24 giugno, vanno considerati i propositi e i programmi, e il centro destra con Bova Presidente nei punti programmatici, ricorda Tajani, pone al centro le persone, con le loro differenti esigenze, riferendosi per esempio alle necessità di anziani, donne, bambini, ed altri.

 

Circa le politiche giovanili Tajani fa presente che comprendono progetti e servizi per l’infanzia, ma soprattutto iniziative per restituire dignità, per far si che i sogni, fatti di un mix di fantasia e intelligenza, si trasformino in progetti reali, in piccole o medie realtà economiche le quali costituiscono il principale comparto economico italiano, quindi la nostra maggiore ricchezza. Qualcosa di molto lontano dal ‘passivo’ reddito di cittadinanza.

Ma l’aspetto più bello nella sua naturalezza, ma forse più importante, che ricorda Tajani è che l’Italia ha un ruolo centrale nel mondo e lo ha sempre avuto, per la sua risorsa più importante: le persone.

Ed io mi soffermerei proprio su questo aspetto.

Dando per certo l’Italia si distingue all’estero per i nostri cervelli migliori, come anche per le nostre eccellenze in termini di prodotti, servizi e attività culturali, va ricordato che anche le cariche più importanti delle istituzioni europee sono ricoperte da rappresentanti italiani.

Tutto ciò, sebbene l’Italia venga, a ragione o torto, considerata, fanalino di coda e  venga all’Italia rimproverato un forte debito, contratto per condizioni che forse i padri fondatori dell’Europa non avrebbero mai e poi mai potuto prevedere; uno stato sovranazionale che ha preso completamente le distanze dalle persone e dalle loro reali esigenze.

A questo punto, l’arrivo del presidente Tajani, in un confronto elettorale relativamente di impatto locale, che assume un significato oltre confine, mi fa riflettere sul significato di Europa unita, nel suo significato originale, di istituzione fatta di persone, che tiene conto delle diverse realtà locali, per questo si rivolge e opera per regioni europee.

E mi piace auspicare di vedere tornare l’attenzione su un’Europa sempre più vicina alla gente, alle persone, al cittadino, alle realtà economiche e reali del singolo territorio, o su una istituzione più attenta a salvaguardare le risorse, per moltiplicarle perché ne godano dapprima i cittadini europei e, in un secondo momento, tutti quando se ne creano le condizioni di solidità, per amplificarne e condividerne la ricchezza.

Forse l’unico modo di accettare serenamente di rimanere in Europa. Indietro certo, non si può più tornare. Ma neppure si può andare avanti a queste condizioni. Se non tornando a porre lo sguardo sulle persone.

Tajani conclude, vedendo come unica soluzione per la gestione e risoluzione delle questioni quotidiane del territorio del Municipio, che il presidente Francesco Bova, una volta eletto si impegni ad essere “l’amico del cittadino”, di tutti i cittadini, sia coloro che lo hanno eletto sia di chi ha scelto altro, e che ci sia da parte di tutti gli eletti un patto di corresponsabilità per evitare errori del passato.

 

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