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Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della nazionale italiana di calcio. L’ex tecnico dello Zenit ha firmato un contratto fino al 2020, debutterà sulla panchina azzurra il 28 maggio in occasione dell’amichevole contro l’Arabia Saudita

Inizia l’era Mancini

La notizia circolava da giorni, ma soltanto in queste ore arriva l’ufficialità: Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. Dopo l’eliminazione choc dell’Italia alla fase finale del campionato del mondo in Russia, in programma la prossima estate, il calcio italiano ricomincia da Roberto Mancini. Rinunciando ai dodici milioni netti dei rimanenti due anni di contratto che lo legava con lo Zenit, il tecnico di Jesi ha creato, difatti, i presupposti per far sì che diventasse il 52esimo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. Il nodo principale da sciogliere era proprio quel contratto milionario che legava Mancini allo Zenit San Pietroburgo, ma come ha confermato lo stesso commissario straordinario della Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio), Roberto Fabbricini, la voglia di allenare la Nazionale azzurra ha prevalso sull’aspetto economico: «Mancini ha fatto la sua scelta rinunciando a prospettive economiche importanti. Questo testimonia la totale determinazione e volontà di rivestire questo ruolo».
Conclusa, dunque, la sua avventura allo Zenit, dopo la risoluzione consensuale del contratto, Roberto Mancini guiderà gli azzurri per i prossimi due anni con un contratto da 2 milioni di euro netti a stagione più bonus che è di gran lunga inferiore a quanto il tecnico percepiva in Russia.

 «Diventare commissario tecnico è motivo di orgoglio ed è la massima aspirazione per tutti gli allenatori. Poi in una carriera ci sono vari momenti e periodi. Alleno da tanti anni, penso che sia il momento giusto. Non essere andati ai Mondiali è una cosa difficile, e allora ho pensato di poter fare qualcosa per la Nazionale» così si è espresso il neo allenatore azzurro dopo la firma del contratto.

A Mancini spetta, adesso, un compito arduo, ma non impossibile: quello di riportare il calcio italiano ad alti livelli. Dovrà, però, confrontarsi con una squadra reduce da una delle sconfitte più pesanti della storia del calcio italiano. Erano quasi 60 anni, infatti, che la Nazionale non accedeva alla fase finale dei Mondiali. Il debutto ufficiale sulla panchina azzurra è previsto per  il 28 maggio in Svizzera, a San Gallo, nell’amichevole tra Italia e Arabia Saudita. Poi altri due impegni: il 1° giugno a Nizza contro la Francia e il 4 giugno a Torino contro l’Olanda.

Torna Balotelli

Intanto cresce l’attesa per conoscere i primi convocati. Mancini ha già fatto sapere che chiamerà Balotelli e parlerà con Buffon e De Rossi: «Una cosa importante è che i giocatori che arrivano alla Nazionale devono farlo con il cuore, perché ogni piccolo giocatore sogna di arrivare in questa squadra e vincere con l’azzurro. In Nazionale ci sarà spazio per tutti quelli che faranno bene, ma dobbiamo costruire anche per i prossimi anni, quindi l’età conterà. Ma se i “vecchi” come De Rossi saranno ancora i migliori quando dovremo giocare partire importanti verranno chiamati».
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