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#musicadautore di DjMek

Me so ‘ncupito, la canzone di Riccardo Giaconella

Un brano dedicato a sua madre, che nel giorno della festa del papa’ ha cantato al Puff, alla finale del premio Califano 2019

 


Un inno all’insegnamento

che solo una madre può e sá donare ad un figlio

Tu m’hai cresciuto pè  le strade der mondo ma nun me sò reso conto de tutto er bene che m’hai dato


R.Giaconella al Puff alla selezione del premio Franco Califano 2019 ©Ilpuntonews.net

In attesa di conoscere l’esito della finale del Premio Califano, al Puff, dove Riccardo Giaconella è stato selezionato, si racconta in una intervista esclusiva con il “cuore” in mano.

Ci farà tornare, attraverso i suoi ricordi, alla sua infanzia fatta di partite “polverose” di calcio e di amicizie nate tra le strade di Monte Cioicci e il Vaticano. Lo conosceremo attraverso i suoi “occhi” e scopriremo cosa ha voluto raccontare scrivendo la canzone “Me so ‘ncupito”, scritta dopo la scomparsa di sua madre.

Il Premio Califano 2019 si svolge al Puff, lo storico locale fondato da Lando Fiorini, indimenticabile cantore della Romade nà vorta” ed ora gestito dal figlio Francesco Saverio.

Lacrime amare che hai versato per me adesso che te ne sei annata io te fò sta serenata


Riccardo, me so ‘ncupito, una canzone che ti fa riapprezzare tua madre e i suoi insegnamenti per le strade del mondo, metafora della vita, cosa ti è rimasto dentro?

Tutto l’ amore che solo una madre puo darti. Dal primo bacio all’ ultima carezza delicata prima di morire.Ora un grosso vuoto e flash improvvisi di ricordi indelebili

Cosa insegnava la strada prima e oggi?

Una volta c’era più rispetto. Dovevi rigare dritto. Se si sbagliava c’era sempre qualcuno o qualcosa pronto a ridimensionarti. Se nel quartiere avevi commesso qualche sciocchezza, i tuoi già sapevano da altri ciò che avevi fatto. La strada era una famiglia allargata. Avevamo 10 padri, 20 madri e 50 fratelli…

Le strade “der monno” viste con gli occhi da figlio, come le sapresti raccontare a tuo figlio o ai giovani di oggi?

Come sopra, ripeto, la parola rispetto. Ci lasciavano liberi, ma l’occhio del “grande fratello” era sempre vigile. Sono cresciuto tra il Vaticano e le baracche di Monte Ciocci, location del Film di Ettore Scola, Brutti, Sporchi e Cattivi, tra Via Di Monte Del Gallo e Donna Olimpia. Si giocava a calcio sulla strada, si litigava e si faceva pace immediatamente. Eravamo cosi tanti che perfino il malintenzionato ubriacone di turno non osava darci fastidio. Nà pipinara de malandrini. Poi sono arrivati i videogiochi e l’asfalto è andato in dissolvenza con un tubo catodico. Ai miei figli, prima o poi, vorrei portarli in quei luoghi dove sono cresciuto, mettere due giacchetti a terra, un Supersantos e nà bella punizione d’effetto.

Canti, quanno stavo solo e strillavo n’aiuto er telefono muto nun sè visto nessuno,  la scomparsa di tua madre ti ha fatto capire chi ti vuole bene veramente?

Questo sfogo è la chiave del brano. La parte più esistenzialista. È nà rota che gira, se dice a Roma. Tutti prima o poi dobbiamo fare i conti con questi dolori e proprio in questi momenti di bisogno ci ritroviamo soli, oppure dall’altra parte, nell’indifferenza di chi non vuole, non sa o non può aiutare. Non colpevolizzo nessuno. Anche io, in casi analoghi, non sono stato sensibile del dolore altrui. Non è giusto lo so, ma come dice il mio testo: “ er dolore lo soffre solo chi se lo vive“…la vita è cosi ( cit Franco Califano )

Te prego amore damme na mano, te prego mamma stamme vicino e quanno er sole mòre e scenne su di me,  sur cielo le più belle stelle parleno de te


Riccardo Giaconella

R.Giaconella al Puff alla selezione del premio Franco Califano 2019 ©Ilpuntonews.net

Nasce a Roma il 28/06/1973 inizia lo studio della chitarra a 16 anni e successivamente si appassiona alla poesia. Solo nel 2013 inizia a scrivere i suoi primi pezzi. Nel 2014, insieme al tastierista Roberto Piccolo, fonda i CANTINA 287 band di quale è chitarrista e cantante. Disco d’esordio con la band OMBRE NERE del 2016. In contemporanea inizia il suo cammino da solista con il brano pop VORREI RISPOSARTI una serenata moderna. Finalista al PREMIO CALIFANO 2016 con il brano dei CANTINA 287 “ RIGHETTO “ , finalista , sempre con la band, al contest canoro PROMUOVI LA TUA MUSICA 2017 e come solista semifinalista al PREMIO BERTOLI 2017 con il brano “UN BAMBINO E ‘NA FONTANA“, semifinalista al PREMIO MATTEO BLASI 2018 e riconoscimento per miglior testo con il brano “ME SO ‘NCUPITO” al PREMIO INCANTO 2018. In lavorazione al suo primo album solista con spunti folk in romanesco

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