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Maggio si è oramai chiuso e giugno apre i battenti all’estate

In attesa della stagione calda, diamo uno sguardo agli appuntamenti folkloristici che lo scorso mese hanno colorato vicoli e riempito gli animi di gioia


Le tradizioni siciliane sono infinite e il sole della primavera, i colori della natura, le nuove fioriture rendono l’isola variopinta e sempre più colorita.

Linfa vitale per chi ha un animo artistico

Le tradizioni che spesso si rifanno alla storia sono numerose e contengono ancora con sé tutto il fascino del passato e delle leggende.

“a Rusedda”

È il caso de “a Rusedda” che giorno 26 maggio come ogni anno ha dato inizio per le vie centrali della città ad un corteo e una sfilata di carri agricoli, pieni di fiori, qualche ciuffo di grano.

I carri sono preceduti da fantini a cavallo anche loro ornati di fiori, la sfilata oltre ad affascinare ancora dopo molti anni racchiude in sé una storia tramandata di padre in figlio, la leggenda racconta che chi avesse delle terre e volesse aumentare il proprio raccolto e renderlo buono e genuino, bisognava scendere in strada e far parte della sfilata che altro non era che un omaggio alla Madonna che avrebbe dato in cambio un buono e proficuo raccolto.

L’infiorata di Noto

Un’altra leggenda che porta con sé il mese di maggio in Sicilia è l’infiorata di Noto, che consiste nella realizzazione di “tappeti” raffiguranti un’immagine che si ricollega al tema generale, quest’anno la fa da padrona La Cina.

L’infiorata è una manifestazione che oltre a ripetersi ogni anno è un omaggio al “Corpus Domini”.

La natura nel contemporaneo

Il mese di maggio oltre che con i tradizionali riti popolari, chiude con una Collettiva d’Arte “La natura nel contemporaneo”, mostra di pittura e scultura, inaugurata il 19 maggio a Gela, che all’auditorium ha accolto 3 pittori e uno scultore.

Le opere di Giuseppe Alessandro

In particolare dalle mani dello scultore Giuseppe Alessandro, da anni  da vita e forgia l’anima di molte opere.

Vedere rappresentati oggetti realizzati esclusivamente con il talento delle proprie mani, con la passione che porta Giuseppe a dare anima e rendere opere d’arte, tutto ciò che dalla creta prende forma.

 

Il maestro realizza sia sotto commissione che per propria ispirazione, e mette nelle opere che realizza la sua impronta, e dona ad ogni pezzo l’anima, e la passione che lo contraddistingue per rendere vivi ogni oggetto che realizza.

Il valore della terra è per la Sicilia, non solo quella di dare frutti, ma anche quello di creare dall’argilla, nuove forme che richiamano storia e tradizione di un’isola che ha fatto delle sue risorse dei grandi tesori.

 

 

 


Jessica Montemagno –  Siciliana.  Sociologa. Tutor e docente di materie umanistiche in enti di formazione regionali. Aspirante pubblicista e collaboratrice in un emittente televisiva siciliana. Adoro scoprire e raccontare ciò che mi circonda, per poter crescere ed accarezzare anche solo con lo sguardo le numerose bellezze del mondo.

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