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di Vinicio Salvatore Di Crescenzo

Una Poesia che si nutre di origini, di ricordi e di esperienze di vita

La poesia di Michela Zanarella è una poesia struggente, profonda e intrinseca che si nutre di quotidiane esperienze di vita. Attraverso le sue poesie, Michela Zanarella rivela la sua essenza carica di sensazioni forti, dove il legame tra passato e presente crea il giusto connubio tra parola e coscienza.

Entreremo nel vivo della sua poesia con una chiacchierata in esclusiva con Michela Zanarella, la quale raccontando la sua esperienza ci fa partecipi di una panoramica sul mondo della poesia e degli autori, e di come è mutato nel tempo il loro modo di approcciare gli argomenti la loro espressione. Senza svelare nulla… buona lettura! 


Michela Zanardella espone con caparbia efficacia le proprie sensazioni in un tripudio di colori freschi ed effervescenti; di visioni a volte strazianti, ma fedeli ai principi dell’esistenza umana.

La ricerca minuziosa del proprio essere e l’ascolto attento dell’anima, risultano essere nei suoi versi la giusta miscela che alimenta una mimesi armonica e fedele.


La poesia “Alla radice di un silenzio”, è un tangibile sostegno al suo modo di interpretare gli spazi e la natura attraverso i sentimenti.

Alla radice del silenzio
Sì è accorta anche la corteccia del pino
stasera
che l’aria è piena di tramonti innevati
e che i miei occhi si avvicinano sempre di più
alla radice di un silenzio
che ha dentro tutta la bellezza delle nostre mani
mentre ci prendiamo un respiro dalla terra che gela.
Abbiamo messo parole a riparo dalle labbra
per coricarci nel corpo
l’ascolto della luna
e la meta di una luce
che riusciremo a guardare scalzi
attraversandoci l’anima di notte
come falene in ginocchio alle stelle.

…Entriamo, quindi, nella bellezza della poesia di Michela Zanardella, e non solo…

“Michela, la poesia contemporanea vive di suggestioni e ideologie che si allontanano sempre più dalle liriche dei nostri poeti del primo novecento. Qual è il tuo rapporto con i poeti di quel periodo e cosa pensi del modo avanguardistico ed estremamente diverso che alcuni autori contemporanei adottano nel fare poesia al giorno d’oggi?”

“La poesia è in continua evoluzione. Secondo me è giusto che ci sia un approccio diverso nel linguaggio, nelle immagini, nel ritmo, rispetto al passato. Non credo si allontanino di molto le tematiche: gli argomenti che ruotano intorno all’esistenza continuano ad essere al centro dei pensieri dei poeti. C’ è solo una visione che cambia a seconda del contesto storico. La poesia non può restare ferma, immobile. Le parole mutano, accrescono il vocabolario, hanno un grande potere e producono una moltitudine di effetti. Personalmente ho un ottimo rapporto con i poeti del primo Novecento. E’ indispensabile leggere, conoscere, approfondire la poesia di chi ci ha preceduto. Alcuni autori contemporanei hanno scelto di mantenersi a distanza dalla poesia classica, cercando di reinventare un codice espressivo originale al passo con i tempi, attraverso l’uso di termini in lingua inglese o addirittura di simboli utilizzati nel mondo digitale. Alcuni, invece mantengono i toni aulici di un mondo antico, secondo gli schemi tradizionali, pur essendo consapevoli dei cambiamenti della società e della lingua stessa. La poesia giustamente ha bisogno di movimento, sperimentazione, esplorazione: trovo interessanti alcune operazioni. Faccio parte del Movimento della Spam Art, ideato da Vittorio Pavoncello, regista, artista e scrittore poliespressivo, che si inserisce perfettamente nell’argomento: è un fermento di pensieri in continuo allestimento, dove simboli, parole, suoni e immagini vengono recuperati dal ‘cestino’ virtuale per diventare nuova linfa creativa. Da anni lavoriamo su tematiche delicate e sempre attuali: l’emarginazione sociale, la diversità, i cambiamenti climatici”.

“Sei presidente, tra le varie attività, anche dell’Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze”, Associazione che cresce di anno in anno grazie agli eventi culturali che vengono organizzati e che conta, tra l’altro, un cospicuo numero di soci. Attraverso questa Associazione hai avuto modo di scoprire autori validi, non solo in letteratura, ma anche nelle diverse discipline artistiche trattate. Pensi che l’operato di associazioni di questo genere possa in qualche modo alzare l’asticella di attenzione verso la cultura in generale, e soprattutto coinvolgere in maniera proficua più persone facendole avvicinare alla poesia e alla scrittura in senso ampio?”

“La nostra associazione è formata da persone che intendono promuovere e impegnarsi nella diffusione della cultura e dell’arte in tutte le sue espressioni. L’associazione si ispira ai principi del libero associazionismo, è apolitica e non persegue finalità di lucro. “Ragunanza” è stato un vocabolo quotidiano dell’epoca barocca e significava “radunanza”, raduno di più persone, in principal modo individui di qualsiasi espressione artistica. Era un termine che designava l’incontro di più artisti che mostravano agli astanti quanto l’ingegno, se ben guidato, poteva produrre. Ed è proprio, seguendo le orme di Cristina di Svezia, ideatrice dei raduni degli artisti con la sua Arcadia che, l’Associazione di Promozione Sociale ha voluto ripristinare gli antichi incontri denominati “Le Ragunanze”, valorizzando nel contempo l’ambiente, il territorio, il genio artistico, espressione di qualsiasi forma d’arte. Da sei anni organizziamo un concorso letterario che vuole essere principalmente un momento di incontro creativo tra persone che amano scrivere. Nel tempo il premio è diventato un appuntamento nel verde di Villa Pamphilj, il parco più grande della Capitale, una vera e propria festa tra la natura e la poesia. Abbiamo scoperto tanti autori validi, alcuni molto giovani e siamo orgogliosi di aver valorizzato chi ha talento. Penso che il lavoro che facciamo noi come tante altre realtà in tutto il territorio sia fondamentale per avvicinare le persone a situazioni spesso lontane”.

“Molto spesso si parla di influenze esterne nell’espressione dei propri concetti attraverso la poesia. Un contesto storico o una condizione di vita personale hanno indotto molti poeti del passato a utilizzare inconsapevolmente questi elementi nella stesura delle loro poesie. Ricordiamo per esempio Ungaretti, che scrisse la famosissima “Soldati”, una delle poesie più brevi al mondo di quattro soli versi liberi, proprio mentre combattente nel primo conflitto mondiale, era impiegato in trincea nel bosco di Courton, vicino a Reims. Ecco, quanto c’è del periodo storico attuale e del tuo modo di intendere la vita dentro le tue poesie? E quanto invece, qualora lo fossero, sono legate più a una voglia di sottrarsi da contaminazioni esterne alla ricerca di proprie dimensioni?”

“Nella mia poesia esistono mondi reali e mondi surreali. Racconto esperienze personali che possono appartenere a chiunque, ma spesso la poesia diventa un rifugio ideale, dove posso estraniarmi da ciò che mi circonda. Dipende molto da ciò che sento nel momento in cui scrivo: ogni volta c’è un approccio diverso. Sono molto legata alla mia terra e al passato, quindi la mia poesia si nutre prevalentemente di ricordi, di attimi vissuti. Ma ho occhi rivolti al presente e al futuro: osservo, ascolto, rifletto. Il contesto in cui mi trovo è inevitabilmente presente”

“Per concludere questa piccola chiacchierata Michela, proviamo a entrare dentro la mente di chi fa poesia. È opinione comune, che nei momenti peggiori della propria vita, quando cioè un profondo male affligge l’esistenza, si diventa più creativi; nascono pensieri di grande intensità e la descrizione di particolari stati d’animo risulta essere devastante sotto il profilo emozionale. Hai mai pensato che anche la tua poesia possa essere frutto di momenti di questo genere, e che proprio durante i periodi bui che tutti noi attraversiamo, la tua forza espressiva sia influenzata da questo fenomeno?”

“Considero la poesia uno strumento terapeutico. Per me è stata un’ancora di salvezza, dopo un periodo buio e difficile. La poesia è arrivata nella mia vita dopo un grave incidente al quale sono sopravvissuta. Non avevo mai scritto nulla prima di allora. Sono stata sempre affascinata dai libri sin da piccola, ma mai avrei pensato che un giorno avrei scritto qualcosa di mio. Il dolore forse apre lo sguardo, ti fa capire che ogni piccola cosa ha un valore. E da quando la poesia è con me, mi rendo conto che riesco ad affrontare con più coraggio la quotidianità”.

UNA POESIA CHE NASCE DAGLI SFOGHI DELL’ANIMA E CHE SPOSA IMPULSI EMOTIVI

Sono stata un ramo
spezzato dal vento
mi è passata la notte nelle ossa
ma l’amore ha rimesso in ordine
il respiro
e ora lo sguardo si ripara in te
mentre fai scorta di silenzio
per ricordarmi che la vita
l’abbiamo conosciuta insieme
avvicinandoci.


Michela Zanarella

Nasce a Cittadella, in provincia di Padova, nel 1980. Giornalista, dal 2007 vive e lavora a Roma.

Il suo curriculum artistico parla chiaro: ben dodici sillogi pubblicate nell’arco di tredici anni, molte delle quali tradotte in varie lingue e pubblicate nei paesi più disparati del nostro pianeta.

Autrice anche di libri di narrativa e testi per il teatro.Il suo impegno non trova riferimenti solo in campo letterario e nello spettacolo, ma anche nella comunicazione, attraverso un contributo costante e prezioso all’interno del “Periodico italiano Magazine e Laici.it”, della quale è redattrice, oltre che come speaker in “Radio doppio zero”. Tra le sue molteplici attività a favore della cultura, spiccano quelle di socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio. La collaborazione con EMUI_ EuroMed University, piattaforma interuniversitaria europea, dove si occupa di relazioni internazionali. Ed è presidente della Rete Italiana per il Dialogo Euro-Mediterraneo (RIDE-APS), Capofila italiano della Fondazione Anna Lindh (ALF), tanto per citarne alcune.

Bene, non ci rimane che leggere le poesie di Michela Zanarella, che ringraziamo per questo scambio di vedute, e riportiamo di seguito, per chi volesse approfondire la conoscenza dell’autrice, i link di riferimento relativi al proprio blog e quelli dedicati all’acquisto delle sillogi pubblicate.

http://www.michelazanarella.it/
https://www.ibs.it/esigenza-del-silenzio-ediz-integrale-libro-michela-zanarella-fabio-strinati/e/978883328026

https://www.ibs.it/meditations-in-feminine-libro-inglese-michela-zanarella/e/9781599541105


Autore di poesia e racconti brevi, descrivendo la natura e i sentimenti umani, veri e propri custodi di emozioni. Ho frequentato corsi di narrazione, di scrittura creativa e di introduzione e studio della poesia contemporanea. Appassionato dell’arte e della musica nelle sue molteplici espressioni.

Ho pubblicato con Arduino Sacco Editore “Poesie dal mio diario” e “Il coraggio dei pensieri la timidezza della poesia”, poi “Segreti svelati”, edito da David & Matthaus, e “Assoli” con la casa editrice “Le Mezzelane. Collaboro con l’Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze”, per la divulgazione e lo sviluppo delle attività artistiche in generale.

Mi piace raccontare del mondo, i suoi segreti fatti di uomini e di vita, e per ognuno, scavare alla ricerca di una storia da narrare, che sia umana, di sentimenti e di passioni forti.

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