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#ritrattodautore di Elena Galifi

Il giovane e affermato attore Luca Forlani, racconta in una intervista esclusiva, le sue vacanze nell’amata Italia, tra emozioni di ricordi e progetti per l’estate e per il futuro


Qual è tuo mix di ingredienti per assaporare una buona vacanza?

Naturalmente una ricetta certificata: bei luoghi, che in Italia non mancano, e sicuramente la buona compagnia.

Siamo nel pieno dell’estate e in questa, che è la prima settimana di agosto sarò in vacanza a Porto Cervo a casa di un mio grande amico. Preferisco dire più che sono al mare che in vacanza, perché di fatto non staccherò mai dal lavoro neppure in questi giorni, visto un mio calendario fitto di impegni. Qui sono ospite a casa di una delle più belle persone che ho conosciuto nel mondo dello spettacolo in questi anni a Roma. Un amico leale e sincero. Sono felice di trascorrere il mese di agosto tra la Sardegna e poi la Toscana con tutte persone a cui voglio bene. Sarà un periodo per riposarmi e divertirmi, ma anche per pensare e continuare a lavorare a nuovi progetti.

Cosa ti porta in Toscana?

Sono molto legato alla Toscana, in particolare a Castagneto Carducci dove ho parenti e una cugina a cui sono molto attaccato. È la mia terza casa dopo Milano, la provincia in cui sono nato, e Roma dove vivo.

Appena posso staccare qualche giorno vado in questi luoghi magici e lì e mi riposo.
Amo il mare. D’inverno lo trovo malinconico e poetico mentre d’estate divertente e vivo.

Adoro la carne, in toscana si mangia benissimo… dalle tagliatelle al ragù di cinghiale, ai salumi, fino alla fiorentina. Lì ho tantissimi amici e anche questo agosto ci passerò quasi tutto il mese.
Avrò anche impegni di lavoro perché seguirò per alcune riviste il Follonica Summer Festival, una manifestazione di musica e teatro diretta e organizzata da Paolo Ruffini.

Dovrei anche presenziare ad alcune serate ed eventi che si terranno in location splendide come Castiglioncello.

Non disdegno un salto in Versilia, dove ci sono locali molto divertenti. Mi piace uscire, andare a ballare, fare tardi… la vita è una bisogna godersela. E se il giorno dopo devo lavorare? Nessun problema, mi basta dormire poche ore, mi definisco un iperattivo.
Sono un appassionato di vino, in particolare rosso e prosecco. Immancabili saranno delle serate a Bolgheri, località conosciuta in tutto il mondo per le cantine vinicole. Mi berrò un buon bicchiere di Sassicaia, il mio vino preferito.

C’è un territorio al quale hai stretto più un intimo legame affettivo?

Certamente. Un’altra località a cui sono molto legato è San Giovanni Rotondo per ragioni religiose. Sono molto credente, la fede mi ha dato la forza di affrontare tanti momenti difficili della mia vita. E credo sia bellissima l’idea che non siamo mai soli, e che c’è sempre qualcuno che veglia su di noi e ci protegge. Sono molto devoto di Padre Pio e appena posso mi reco in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. È un posto speciale si respira grande spiritualità.  E credo che avere una propria spiritualità sia molto importante per vivere bene. La fede è un dono straordinario che ci permette di innalzare la nostra vita a qualcosa di superiore rispetto a quello che è la vita terrena.

Questo grande dono della fede mi è stato trasmesso dalla mia nonna materna.

Sono legatissimo a lei, è stata più di una nonna, una seconda mamma. Mi ha sempre dedicato tanto tempo e tante attenzioni e ora che sta poco bene sono felice di ridarle tutto l’affetto e l’amore che ha dato a me per tanti anni. Mi dicono le infermiere che passa tutto il giorno a chiamare “Luca”. Appena posso vado sempre a trovarla e passo un po’ di tempo con lei.

Qual è una città che hai appena lasciato alle spalle?

Sono appena stato in scena al Festival di Spoleto con La collezione di Harold Pinter diretto da Massimiliano Farau.

È stata una soddisfazione enorme. Non capita tutti i giorni di recitare come attore protagonista a un festival così prestigioso.

Quando sono arrivato, ho visto un muro pieno di foto che ritraevano alcuni mostri sacri dello spettacolo – Luca Ronconi, Gabiele Lavia, Nureyev, Vittorio Gassman solo per fare qualche nome – che hanno partecipato alle varie edizioni. Beh, confesso che hanno iniziato a tremarmi le gambe.

Cosa devi a Roma, la tua città adottiva?

Prima di raccontare cosa mi lega a Roma, ci tengo a dire che in autunno sarò nel cast di una nuova serie di Raiuno Nero a metà.

Una serie poliziesca, ambientata a Roma, con un cast di attori importanti come Claudio Amendola, Fortunato Cerlino e Antonia Liskova. La ritengo una esperienza importante e ne conservo una bellissima emozione di quei giorni che abbiamo girato le scene. Ricordo di tutti gli attori ma, in particolare, di Amendola che durante le pause tra una scena e l’altra si è spesso prodigato a darmi consigli su come risultare al meglio davanti alla telecamera. Io sarò protagonista di un episodio, interpreterò un giovane di buona famiglia che nasconde un segreto, di più non posso dire… dovete seguirmi in autunno.

In realtà sono molto legato alla Capitale d’Italia.

Mi sono trasferito a Roma a 23 anni, dopo aver conseguito la laurea triennale, per inseguire il mio sogno dello spettacolo. Oltre a proseguire gli studi e conseguire la laurea specialistica, ho preso parte in diverse fiction trasmesse dalla Rai come Una grande famiglia, Le due leggi con Elena Sofia Ricci, Impazienti, Scomparsa con Vanessa Incontrada, quest’ultima trasmessa su Raiuno lo scorso autunno ha avuto un grandissimo successo, in cui io interpretavo un giovane farmacista Mario che pur di non perdere il posto di lavoro arriva a mentire e a coprire il suo capo.

Ho avuto la fortuna di essere ammesso e studiare all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, la più importante e prestigiosa scuola di recitazione italiana.

Tutti i più grandi attori italiani da Vittorio Gassman a Toni Servillo, Sergio Castellito e Pierfrancesco Favino vi hanno studiato. L’esame di ammissione è un vero e proprio concorso pubblico, mille ragazzi per venti posti disponibili. È stata una grandissima soddisfazione.
È stato molto bello lavorare con Paolo Bonolis, per alcune stagioni l’ho affiancato nelle telepromozioni di Avanti un altro, io non avevo mai avuto esperienze di conduzione. È stata un’esperienza magnifica. Lui un professionista instancabile e sempre preparato. Esigeva da me la massima preparazione e una memoria perfetta. È stata una grande scuola e posso dire di aver scoperto grazie a lui la passione per la conduzione.

E, per concludere, cosa ti lega alla città di Milano?

Sto collaborando con il Movimento Culturale PENSARE Oltre, di cui è presidente l’ex Étoile del Teatro Alla Scala Elisabetta Armiato.

Sono diventato la “voce” ufficiale di PENSARE oltre, conducendo tanti eventi e conferenze, dal Salone del Libro di Torino al Senato. Da questa entusiasmante collaborazione continua con Maestri d’Arte per l’Infanzia, www.maestridarteprlinfanzia.org, dal quale partirà da ottobre al Teatro San Babila di Milano un percorso creativo che consentirà a tanti bambini di immergersi nell’arte da protagonisti. Ma questo progetto è così vasto che non finirei mai di parlarne.

Luca si definisce un iperattivo. Ma forse è semplicemente un artista pieno di vitalità ed entusiasmo.

Ha così tanto da raccontarci che prossimamente, in una nuova intervista, ci faremo svelare non solo altre anteprime dei suoi progetti, ma tante altre emozioni che riguardano anche il suo privato.

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