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#inconcerto di Sarah Putzu

Incessante la scalata di Ultimo sui palchi dei palazzetti italiani

Ieri sera, 24 maggio, è stata la volta di Roma, terza serata delle quattro previste al Palazzetto dello sport della Capitale con il tour Colpa delle Favole partito lo scorso 27 aprile.


Tanti gli spettatori a riempire il palazzetto, che vede insieme adulti e piccini, intere famiglie, adolescenti, fino a incontrare gruppi di ogni età.

Insomma, Ultimo è questo: un Artista con la A maiuscola, in grado di incontrare e trasmettere emozioni a un pubblico multigenerazionale.

La sua forza è proprio quella di far riscoprire l’arte della musica, quella vera, autentica e sana. E lo si percepisce già dall’atmosfera che si respira entrando nel palazzetto romano: un’aria serena, l’aria di chi è lì per incontrare quella musica pura che il giovane cantautore è in grado di amalgamare in uno stile unico e originale.

Un artista moderno quindi, capace di superare la nozione di gusto musicale, armonizzando il tutto in un’unica sola arte, la sua.

 

Si presenta per quel che è. Un ragazzo appena 23enne che crede nei sogni e nelle favole, quelle favole che pone sempre in primo piano nei suoi testi fino ad arrivare a dedicare proprio a queste il suo tour, forse il più importante finora, Colpa delle Favole e la prossima tappa romana del 4 luglio, La Favola, attestandosi come l’artista più giovane a salire sul palco dello Stadio Olimpico.

La sua è proprio una favola in cui ha creduto fin quando ha cominciato a scrivere e cantare all’età di 14 anni. La sua favola dimostra che il sogno di una vita arriva tra le mani con passione, dedizione, impegno e sacrificio.

Ma Ultimo non trasmette solo un sogno, ma la sua essenza più profonda, raccontando nei suoi testi fragilità, fiducia, passione e voglia di fare, di vivere, ma soprattutto di cantare, quest’ultima interpretata magistralmente in Fateme Canta: strepitante, energico, un’esplosione di adrenalina che il suo pubblico recepisce e, di contro, accoglie e ricambia.

 

Nella serata si scaldano gradualmente i motori, come se ti facesse addentrare in punta di piedi nella sua favola per poi catapultarti nell’emozione intensa del momento, che non risparmia di condividere con il suo pubblico.

Un pubblico fedele e devoto al protagonista della serata romana, divertito, coinvolto, che lo applaude e lo acclama, quasi inchinandosi a lui, mentre lui reciprocamente, soprattutto al termine dell’evento, gli si inchina, pieno di gratitudine e riconoscenza, accogliendolo in un unico caloroso abbraccio.

Non stupisce quindi che tutte le date del suo tour, compresa la tappa La Favola allo stadio Olimpico, siano sold out già da più di tre mesi con oltre 250.000 biglietti venduti.

È la dimostrazione che abbiamo di fronte un artista che sa farsi valere, che sa distinguersi e che lo fa nel modo più naturale che la musica meriti. Siamo di fronte a uno dei cantautori italiani più amati del momento e non è difficile riconoscergliene i meriti.

Chiude l’evento con La stazione dei ricordi, accompagnata da una sequenza a video di foto di vita dell’artista, quasi volesse condividere il suo percorso, quasi volesse marcare la strada che lo ha portato fin là, quasi forse non ci credesse nemmeno lui stesso.

La favola continua…


Nel concerto, con il pubblico, ha cantato:

Colpa delle favole
 Aperitivo grezzo
Quando fuori piove
Cascare nei tuoi occhi
Quella casa che avevamo in mente
Amati sempre
Poesia senza veli
Il ballo delle incertezze
Ti dedico il silenzio
Piccola stella
Ipocondria
Mille universi
Fateme cantà
Rondini al guinzaglio
I tuoi particolari
La stella più fragile dell’universo
Farfalla bianca
Giusy
L’eleganza delle stelle
Buon viaggio
L’unica forza che ho
Racconterò di te
Peter pan
Chiave
La storia di un uomo
Pianeti
Fermo
Stasera
Il tuo nome (comunque vada con te)
Sogni appesi
La stazione dei ricordi
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