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Giovanni Pezzino Di Geronimo, giovane imprenditore agricolo, nasce in una famiglia nobile siciliana che da generazioni, precisamente dal 1100 si occupa di agricoltura. La sua azienda agricola è specializzata nella coltivazione e commercio di ortofrutta e di un particolare limone apirene cioè senza semi.
Ci troviamo a Carlentini, nel siracusano, dove nei 70 ettari totali di terreni dell’azienda – comprese le ultime acquisizioni – vengono coltivati aranceti e, in particolare, limoneti di varietà Femminello Sfusato senza semi in regime di agricoltura integrata. L’azienda commercializza sul territorio nazionale rifornendo la grande distribuzione organizzata(Gdo) locale e alcuni mercati esteri.
Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni di Giovanni Pezzino di Geronimo, direttore commerciale de Il Limone del Barone in merito alle situazioni paradossali che possono emergere nella particolare situazione emergenziale determinata dal Covid-19 persino a un operatore della filiera agricola.
A seguito dell’emergenza Covid-19 la nostra vita in azienda è cambiata, io e i miei 35 collaboratori mettiamo a rischio le nostre vite lavorando a ritmi stressanti per un solo motivo, e cioè garantire cibo sulle tavole degli italiani!
Non abbiamo mollato un attimo cercando di mantenere stabili le forniture, affrontando costi extra di trasporto su gomma e stipulando un’assicurazione dedicata Covid-19 per tutti i nostri dipendenti. Come se non bastasse la nostra azienda quest’anno, oltre all’emergenza sanitaria in atto, ha dovuto superare i danni di due alluvioni per non parlare dei 3 eventi legato al clima ormai andato fuori controllo dello scorso anno. Ciò ha determinato contenziosi tutt’ora aperti e non pagati dalla Regione Siciliana. Migliaia di euro di danni subiti… tuttavia stiamo cercando di fare il nostro lavoro al meglio e a servizio del nostro Paese. Oggi infatti il motore dell’Italia è l’agricoltura, se oggi un supermercato offre del cibo da comprare è grazie alle fatiche economiche, professionali e umane delle aziende agricole.
Ecco perché ci che sto per raccontare mi indigna oltremodo. Ieri pomeriggio sono stato fermato ad un posto di blocco a Catania, purtroppo mi sono accorto solo al momento del controllo che la mia patente era scaduta da alcuni mesi e pertanto mi è stata ritirata invitandomi di rientrare al mio domicilio e attendere, per poterla rinnovare, la riapertura degli uffici dell’ASP. Ritengo che i carabinieri sul posto abbiano fatto il loro lavoro, ma credo che sia una scelta folle quella di mettere alle strette un agricoltore in questo periodo, bloccare un’azienda di un settore primario e 35 famiglie, quando basterebbe un po’ di flessibilità e la semplificazione della burocrazia, ma soprattutto cercare di capire l’emergenza del periodo che stiamo vivendo. Questo mio sfogo non troverà pace fino a quando qualcuno non deciderà di ascoltarmi e scrivere di quanto accaduto, chiedo un po’ di giustizia e la possibilità di essere ascoltato. Domani purtroppo, sarò costretto a comunicare a tutti i miei clienti della Gdo che la nostra azienda sarà costretta a fermarzi! Uno stop alle forniture alimentari per un cavillo burocratico!”
Giovanni Pezzino di Geronimo
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