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L’EDITORIALE di Elena Galifi

Regole e giovani. Quale binomio potrà mai essere fonte di lotte intestine e di rivoluzione! Loro… i giovani, quelli che fanno la rivoluzione ribellandosi al sistema che ogni epoca eredita

E che rivoluzione può mai esser quella di “Feudalesimo e Libertà”

La Pagina Facebook, dai toni arcaici, ha spopolato recentemente sul social network. Ragazzi che usano un linguaggio sarcastico simile all’italiano antico e immagini e montaggi fotografici a metà fra goliardia e satira politica. In questi giorni sono presenti al Romix, la grande rassegna internazionale sul fumetto, l’animazione, cinema e i games, organizzata dalla Fiera di Roma e da ISI.Urb. Immancabili al Lucca Comics & Games i primi di novembre.


Intanto ecco i saluti del movimento per i lettori de Il Punto News. net, incontrati a Genova in occasione dell’OktoberFest

 


Ma facciamo un passo indietro.

C’era una volta un burattino, o meglio un pezzo di legno, che si chiamava Pinocchio. Questo burattino, per diventare bambino, aveva bisogno di seguire delle regole ben consolidate con la supervisione di una fata turchina che andava in soccorsoa Mastro Geppetto, povero e vecchio babbo incapace di esercitare tanta autorità piovuta dal cielo. Per diventare essere umani, occorre anche avere e ascoltare la propria coscienza. Ecco la presenza del grillo parlante, quello che fa gri gri, per intenderci!

Ma il bambino, ossia il giovane, non appena conquista l’autonomia e la libertà di muoversi in un corpo più comodo, acquista uno spirito critico in un’animosa sicurezza di sé e quindi l’ardore di ribellarsi a tanto necessario rigore.

Ecco, questo c’era una volta… e oggi?

Cosa accade quando tutto attorno sembra precipitare nel buio della sregolatezza, come accade nella nostra decadente società dove i valori sembrano perduti, le situazioni sembrano irrimediabili e l’ignoranza fa da padrone? Quale potrebbe essere la soluzione che ciascun uomo di raziocinio e coscienza può sognare?

Soprattutto cosa fanno i giovani quando rischiano di essere trasformati in burattini, se non teste di legno? Cosa possono mai fare loro in una società che li vuole automi silenziosi, accaniti e inconsapevolo consumatori, persi in una realtà in cui i ruoli si confondono tanto da sparire insieme ai valori, alla morale e alle stesse regole?

Ridiamoci su… ma non tanto

Ebbene ci sono giovani che si ribellano.  E se molti scelgono la piazza, altri ne fanno una rivoluzione apparentemente silenziosa con esplosioni di risate, sebbene un riso amaro, impegnati a partorir idee di fronte al disincanto per la modernità, in un cambiamento radicale di stampo culturale.

Questi sono i baldi giovani del partito Feudalesimo e Libertà. Un fenomeno che ha lo stesso sapore del Cacao Meravigliao, ossia si vede ma non c’è. Un fenomeno mediatico che non esiste ma si vive come reale. Tanto che in occasioni delle elezioni ha creato una serie di “manifesti elettorali” che invitavano a votare il movimento.

Per diffondere le proprie istanze lo pseudo movimento politico usa il web, ossia il mezzo virtuale per eccellenza, attraverso Facebook, il social più diffuso nella “ove la povera plebaglia poterà incontrar li vassalli dello Lo Imperatorerete”. E comunica, a ben vedere, in un linguaggio nuovo o meglio innovativo.

La nascita di un partito politico virtuale

Nello XXII giorno dello Dicembre scorso sei jovini, delusi dalle somme tirate dopo multi anni de’ democratia, repubblica et individualismo, furon raggiunti in sogno dallo Imperatore

La lista “Feudalesimo e Libertà”, si legge ancora nella loro pagina Facebook, www.facebook.com/feudalesimoeliberta, nasce in un’epoca buia, dove la modernità si è rivelata generatrice di decadimento, ingiustizia e povertà.



Il movimento culturale sorge dal genio e follia di un gruppo di giovani.

Essi propongono una rivoluzione democratica del pensiero attraverso un partito, strumento dell’età moderna. Un modo ironico per denigrare il sistema dei partiti sottolineando il declino di tutti quegli strumenti democratici detenuti da coloro che, nella maggior parte dei casi, posseggono unicamente il delirio di onnipotenza, senza capacità e valori.

Così l’unica soluzione possibile per questi ragazzi sembra quella ispirarsi al passato e sognare di mandare indietro il nastro della storia, cancellare gli accadimenti e poi ricominciare. Fare una sorta di tabula rasa di ciò che loro hanno ereditato, come unico modo per ignorare la triste realtà. E se ad essere messi in discussione sono gli Stati moderni, perché non tornare indietro fino al periodo così detto buio per far luce sui paradossi della nostra così detta civiltà, la quale ha omologato perfino i difetti? Ecco da dove nasce l’idea del partito “Feudalesimo e Libertà”. Galeotto fu l’amore per il periodo medioevale.

I baldi giovani

Questi ragazzi possiedono una buona cultura, oltre che una brillante e intelligente capacità di analisi, un mix che consente loro di usare il passato per evidenziare le distorsioni del presente. E la loro critica sottile vuole mettere in discussione il sistema politico ed economico attuale, che loro etichettano come consumistico e servile.

Nella loro pagina, che conta 70 mila seguaci, “la ricostituzione della società e dell’economia feudale è l’unica decisiva soluzione alla crisi odierna, in quanto, meglio di tutti, si propone di debellare le piaghe ormai consolidate quali corruzione, malgoverno e carestia e di condurre il vecchio continente verso una nuova epoca d’oro, verso quell’Impero un tempo temuto e rispettato da tutti i popoli”.

Naturalmente oltre la goliardia c’è anche la fresca ingenuità di chi ancora non ha perso l’incanto.

Tornare indietro, infatti, è una mera illusione, anche perché ogni epoca ha i suoi punti oscuri e tornando indietro si incontrerebbero persone che vorrebbero, a loro volta tornare ancor più indietro. Woody Allen, nel film Midnight in Paris scardina magistralmente questa inganno, dando la giusta consapevolezza di questa verità. Il tutto senza comunque mai perdere di poesia.

Ma se indietro non si può tornare, e forse neppure lo si vuole, vale sempre va sempre dato uno sguardo attento all’indietro nel tempo per procedere avanti

Ben venga che lo facciano tutti i giovani e con tutta la storia, perché si adoperino per progettare un futuro di speranza e debellare la regnante e pericolosa banalità.

Feudalesimo e Libertà…avanti tutta!

 

 

 


Restano avvolti dal mistero i nomi, i volti e la provenienza, loro si firmano

Walther von der Vogelweide, lo più famoso et importante poeta germanico;

Bernardo Gui pio domenicano inquisitore d’eretici et filibustieri;

Goffredo da Viterbo cronista et dalle magne doti diplomatiche,

Gerberto di Aurillac lo papa experto di scientia;

Erasmo da Avignone sconosciuto et riscoperto sol’hora da li mecenati imperiali

Uguccione de la Faggiola fortzuto condottiero et capitano di ventura


 

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