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Rocco ha solo 20 anni ma già sa che dedicherà la sua vita all’agricoltura

Nasce da una famiglia di agricoltori, a Rignano Garganico, in provincia di Foggia; le sue terre nella zona del Casone del Re sono appartenute al nonno, Giovanni Gentile, che a sua volta le ha ereditate dal bisnonno.

Una storia ultracentenaria che arriva a Rocco nell’età dell’ultra digitale, proprio in momento particolare che dà poco spazio alla realtà agricola molto in sofferenza, ma che vede Rocco così fiero da volerne fare il trampolino di lancio del proprio futuro.

L’agricoltura come stile di vita

Siamo fatti di natura – racconta Rocco – io ce l’ho nel sangue, l’ho interiorizzata fin da bambino. E oggi, a vent’anni, mi sembra quasi scontato quello che farò nel futuro. Già dai 12 anni ho iniziato ad avvicinarmi all’attività di mio padre, Nicola Gentile, da cui prende il nome l’azienda, cominciando a prendere confidenza con il trattore, a studiare il terreno e a supervisionare gli impianti e le produzioni. Mio padre è agronomo e molto esperto di dinamiche del suolo e pratiche agricole”.
Ora mi posso definire un apprendista di mio padre in quanto mi occupo dell’azienda, sotto la sua costante guida nella ricerca ossessiva della qualità nelle produzioni. Un bagaglio di sapere che faccio mio giorno dopo giorno. Ma la strada è ancora lunga: imparare tutte le sfaccettature richiede diversi anni e io non finisco mai di imparare”.
Così Rocco mette testa, cuore e mani nei suoi 200 ettari di terreno coltivando cereali, finocchi, rape, ceci e in particolare cavolo broccolo e pomodoro di filiera pugliese per l’industria.

 

Il Cavolo Broccolo

E proprio il Cavolo Broccolo biologico – meglio conosciuto come broccoletto – rappresenta il prodotto principe dell’attività di famiglia, destinata a crescere esponenzialmente.
Selezioniamo con cura le piantine di broccoletto che acquistiamo da una organizzazione di produttori. Le trapiantiamo nei nostri terreni rigorosamente in giornata per garantire un processo di coltivazione rapido e del tutto naturale”.
Coltiviamo i terreni con estrema dedizione, rispettando rigidamente le regole imposte dal disciplinare di produzione biologico. Lungi quindi dall’utilizzare pesticidi chimici: l’unico prodotto consentito è il BioBit – spiega Rocco – in quanto ammesso dalle norme biologiche per evitare danni causati da mosche o farfalle. Sposare la filosofia biologica per noi vuol dire anche tenersi lontani dai confini di agricoltori locali che non fanno altrettanto, evitando così il rischio che le nostre terre vengano contaminate”.

Le varietà

Due le varietà di broccoletti che troviamo all’interno dell’azienda pugliese: il Marathon e il Parthenon.
Mentre il Parthenon consente un solo taglio dalla pianta, la varietà del Marathon è molto ricercata dal mercato in quanto permette il ‘ricaccio’, ossia germoglia fino a tre volte con la stessa pianta, anche se presenta un ortaggio finale di 300 gr. Una pianta quindi riutilizzabile dai volumi produttivi più elevati”.
Una produzione intensiva con una resa di almeno 150 quintali per ettaro all’anno determinata da una serie di concause tra cui il clima. Ma in ogni caso abbiamo la fortuna di non avere grossi problemi climatici grazie alla temperatura mite del territorio pugliese che facilita una crescita equilibrata dei frutti”.
L’unico periodo dell’anno – continua Rocco – in cui non seminiamo è l’estate: richiederebbe troppa acqua a fronte del caldo estivo e non vogliamo abituare le piante a essere irrigate. In questo modo l’apparato radicale della pianta si estende e assorbe acqua dalla terra. Un’irrigazione naturale – continua a spiegare – garantita da terreni argillosi che trattengono l’acqua piovana. Inoltre con questo tipo di terreno, se irrigassimo manualmente le piante rischieremmo di perdere il raccolto in caso di pioggia”.
Il taglio del broccoletto previsto nella fase di raccolta avviene a mano; viene poi trasportato e commercializzato conto terzi e destinato soprattutto ai mercati del Nord Europa, in particolare la Germania dove è molto apprezzato.

Gli uliveti

Molto interessante anche la produzione di olio, dove si privilegiano olive Coratina e Ogliarola – caratteristiche della Puglia, e Leccino, varietà che ben si adattano ai caratteristici terreni rocciosi della zona.
Non riserviamo nessun tipo di trattamento ai nostri uliveti – commenta Rocco – se non la pulizia e il mantenimento, agevolando uno stato naturale del terreno”. Una proposta olearia completamente autoctona e a kilometro zero.

Un antico processo fatto di tecnologia

La raccolta delle olive – spiega – avviene con delle agevolatrici automatiche che, rispetto ai classici scuotatori, sono per la pianta meno aggressive e stressanti. Si tratta infatti di una sorta di pettini che colpiscono solo l’oliva, facendola di conseguenza cadere, senza però sfiorare il ramo”.
Il nostro frantoio – continua poi – simboleggia come la tecnologia si adatta all’antichità in quanto, anche se con macchine moderne, si possono rispettare processi tradizionali. Per separare l’olio dall’acqua si utilizza infatti una spremitura a centrifuga a freddo ad una temperatura non superiore ai 30 gradi che mantiene lo stato rustico originale dell’olio. Fondamentale è la lavorazione in assenza di ossigeno e di luce”.
L’olio viene poi imbottigliato in recipienti di acciaio inox alimentari come da standard biologici, con una capienza dai 5 ai 30 lt.
Quest’anno il clima dell’ultimo mese ha permesso una piccola anticipazione della raccolta delle olive, che di solito si raccolgono in tutto il mese di novembre, ma che abbiamo già iniziato a raccogliere”.
Eccellenze di oli quindi, dall’eco di selvaticità e sapore di natura. Come l’olio Coratina, molto particolare e prelibato, che appena lavorato presenta un retrogusto piccantino e una colorazione torbida. Dopo qualche mese si perdono autonomamente, ma l’olio mantiene caratteristiche compositive, nutrizionali e sensoriali uniche in grado di soddisfare i gusti più attenti e donando un ricco tocco di tipicità in tavola.

Giovani e agricoltura

Una scommessa vincente che si affaccia sul dibattito del ritorno dei giovani in campagna, ma che in parte lo conferma.
Rocco è un ponte tra tradizione e modernizzazione, con l’entusiasmo e l’energia di chi pensa in grande, con voglia di crescere e sperimentare, aprendo le porte all’innovazione e all’internazionalizzazione.
Stiamo lavorando a un nuovo canale di vendita e-commerce e siamo molto proiettati sulla promozione del brand con un sito che abbiamo appena allestito e la nostra presenza sui social. L’obiettivo è quello di trovare canali commerciali esteri grazie a strumenti avanzati, in una fusione tra antico e moderno. Farò sempre agricoltura, non lo considero un lavoro ma qualcosa che amo, che mi appartiene”.

E alla domanda Che cos’è per te l’agricoltura?

Rocco ci risponde sorridendo: è ciò che mi fa aprire gli occhi al mattino al richiamo della natura

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Sarah Putzu
Sarah Putzu Studio Comunicazione, Tecnologie e Culture Digitali, facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione – Università Sapienza di Roma. Lavoro nel campo dell’istruzione, vivendo il valore “formazione” come strumento di crescita personale per eccellenza; da Tutor seguo gli studenti con passione e dedizione. Comunicare è donare una parte di sé e ascoltare è la capacità di coglierne la profondità, anche attraverso la fotografia, mia grande passione. Vivo attorno al concetto di personalizzazione, che intendo “l’immergersi nelle esperienze, cogliendo l’emozione nei piccoli dettagli”.

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