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La qualità si cela nel valore prezioso della tradizione familiare, in una storia lunga ben 156 anni

Stiamo parlando dell’Azienda Agricola Malerba, situata nei rinomati castagneti Igp di Montella, in provincia di Avellino

Salvatore Malerba oggi alla guida dell’attività familiare attiva da ben 5 generazioni, ci racconta la storia di chi tra sacrifici, soddisfazioni e tanta passione porta avanti una realtà ultrasecolare.


La storia

Nata nel 1862, l’azienda agricola Malerba compare tra le attività storiche della Unione Camere di Milano. Ma giungendo all’era moderna Salvatore viene messo alla prova, dimostrando di avere basi solide per saper sopravvivere anche a crisi molto profonde.

“Nel 2002 – ci racconta infatti – viene importata in Piemonte una piantina ibrida eurogiapponese che ha con se un ospite d’eccezione: il Cinipide Galligeno.

Considerato il più dannoso per il castagno, questo insetto crea una galla sulla gemma, ossia l’organo di origine delle foglie di castagno, nella quale vengono depositate le uova. Le larve sviluppate determinano una moltiplicazione incontrollata portando alla debilitazione delle piante con conseguente diminuzione della produzione delle castagne stesse. Negli anni il fenomeno si estende fino alla regione Campania e ad oggi ancora ne subiamo le conseguenze”.

Ma Salvatore non si perde d’animo e salva la quinta generazione introducendo prodotti trasformati a base di castagna, rimarcando un valore aggiunto alla qualità d’eccellenza.

La linea di prodotti trasformati a base di castagna biologica Igp dei castagneti di Montella firmati Malerba

“Abbiamo dovuto diversificare il lavoro – spiega Salvatore – specializzando i nostri collaboratori sempre più dettagliatamente nel processo di lavorazione. Questo ha permesso il mantenimento costante di alti standard di qualità”.

Delizie di castagna

E così, al richiamo dell’imminente autunno, siamo pronti a fare scorte di squisite castagne e di proporle in tutte le sue forme: dalla farina di castagna, alla birra, agli snack in monoporzioni da 100 gr, alle confetture, fino ad arrivare alle castagne in Rum o Whiskey.

Cavallo di battaglia di cui Salvatore va fiero è la castagna del prete: un prodotto artigianale dettato da una antica ricetta, la cui preparazione necessita di circa un mese di continuo lavoro.

“Vengono utilizzate castagne provenienti da un’altitudine di 700 metri, sul livello del mare – ci spiega – perché più porose e si prestano quindi perfettamente al processo di lavorazione.

Vengono essiccate in graticci sopra ad un fuoco lento per 15 giorni fino ad arrivare al 50% in meno del peso specifico. Dopo una tostatura a 180° le castagne però sono durissime e immangiabili. Per questo occorrono altri 10 giorni per reidratarle con un’umidità del 20%”.

Quel che ne nasce è una delizia per il palato: all’interno del guscio la castagna rimane morbida, presentando un sapore intenso grazie all’essiccazione tradizionale e alla fine tostatura, la quale contribuisce inoltre alla caramellizzazione.

Un prodotto particolare, complesso nella lavorazione – da molti definito il cioccolatino con la buccia – apprezzato soprattutto dai bambini.

“Le cose difficili le possono fare tutti. Se però aggiungi amore e passione in quello che fai, non è impossibile, nonostante le difficoltà, raggiungere gli obiettivi”.

L’agricoltura educativa

I 50 ettari di castagneti fungono anche da fattoria didattica, riconosciuta e accreditata dalla Regione Campania.

“La nostra mission – conclude Salvatore – è trasmettere ai giovani l’equilibrio tra il mondo rurale e il quotidiano mondo moderno. L’agricoltura è l’unico settore che può dire sempre la sua e che potrebbe essere sempre in crescita, più innovativa di quanto sembri. C’è sempre qualcosa da inventare e da imparare da essa, riuscendo sempre ad avere le giuste soddisfazioni.

Ciò che vorrei trasmettere è che non bisogna mai pensare al guadagno, ma al buon lavoro.

Si deve essere orgogliosi di ciò che si mangia per poterlo presentare al mercato. Il resto vien da sé”.

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