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“Ayurveda: le frequenze della salute”

Associazione Medica Italiana Ayurveda, auspicabile apertura del sistema sanitario nazionale alla medicina accademica biointegrata

Si è chiuso con successo il primo Congresso internazionale dell’Associazione Medica Italiana Ayurveda.
Un evento tanto atteso che si è svolto a Roma il 19 ottobre scorso presso la suggestiva cornice del Pio Sodalizio dei Piceni.

Una giornata all’insegna di momenti di riflessione e di confronto per fare il punto su questa realtà medica diagnostico-terapeutico intesa come sistema completo e integrato da una varietà di tecniche e metodiche finalizzate al mantenimento del benessere e al conseguimento della salute attraverso uno stile di vita più ottimale.
Un concetto base che permette all’Ayurveda di essere riconosciuta come medicina della prevenzione attraverso una corretta alimentazione coadiuvata da preparati ayurvedici e trattamenti sul corpo per far sì che l’uomo possa rimanere sano per lungo tempo.

L’Ayurveda sposa la scienza della probiotica

Pensare al cibo come un potente strumento di prevenzione per il mantenimento del proprio stato di salute e benessere è uno dei pilastri della filosofia della medicina complementare e integrata alla medicina cosiddetta convenzionale. Ci sono cibi che fanno parte della dieta mediterranea come lenticchie, verdure, frutta secca, cipolla rossa, sedano, prezzemolo, cacao e mirtilli che oltre a possedere nutrienti vitamine e proteine che hanno la funzione di regolare importanti vie metaboliche all’interno dell’organismo, contengono anche particolari sostanze chiamate polifenoli in grado di stimolare alcuni geni del Dna.

L’importanza della diagnosi 

Attraverso la palpazione dell’arteria radiale, il medico Ayurveda effettua sempre sul proprio paziente la diagnosi del polso in modo tale di capire lo stato della sua fisiologia e di conseguenza creare una terapia per migliorare lo stato di salute sia fisico che emotivo. Tale visita deve avvenire  quando l’individuo sta bene in modo tale da ottimizzare lo stato di salute mediante erbe medicali, sana alimentazione, depurazione e rilassamento.

Il Congresso ha messo in evidenza, attraverso un ricco programma di interventi e dibattiti, come sia necessario per la medicina biointegrata avanzare alle istituzioni nazionali e regionali la proposta di intraprendere un percorso di valutazione delle proprie metodiche e dei riscontri, tutti qualitativamente scientifici, sull’efficacia delle cure e sull’enorme mole di percorsi terapeutici per la prevenzione della malattia.

Significativo, infine, l’intervento del presidente di Ami Ayurveda il dottor Roberto Giorgi che, di fatto, ha sintetizzato il filo conduttore del Congresso

‹‹Purtroppo a oggi ancora non è presente nel nostro ordinamento una legislazione che tuteli il professionista che ha seguito un determinato percorso di studi rispetto a chi, indebitamente, svolge la professione senza titoli. Con la nostra associazione abbiamo già avanzato proposte sia in sede di legislatura che presso l’Ordine dei medici per lavorare con chiarezza e trasparenza. Serve ora proprio da parte delle istituzioni una valida posizione di ascolto che induca alla volontà di aprire tavoli di confronto per costruire un percorso preciso che comprenda la medicina accademica biointegrata. E siccome è la scienza che supporta l’evoluzione della medicina millenaria Ayurveda diventa quanto mai auspicabile l’apertura del Sistema sanitario nazionale verso un percorso di convenzionamento››.

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