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Dalle vie della città ai campi sportivi, le Majorettes si aprono a nuovi orizzonti

Direttamente dagli Stati Uniti d’America degli anni ‘30, sono ancora poche le realtà italiane in cui sono arrivate le Majorettes, divenendo parte del patrimonio folkloristico nazionale e ancor di meno quelle in cui questa ormai affermatasi istituzione continua a sopravvivere.

Da Chiaravalle, una piccola città dell’entroterra marchigiano, le Majorettes hanno cominciato 26 anni fa a partire per portare la loro allegria in tutta Italia, e talvolta anche più lontano. Andiamo a conoscere meglio il loro mondo da vicino in una esclusiva intervista alla presidentessa della società A.s.d. Ginnastica Artistica Chiaravalle, Annamaria Tonti.


“Una forma di intrattenimento a trecentosessanta gradi”

Così, Claudia Giuliani, la capitana del gruppo ha definisce la sua attività quando le si chiede cosa significa essere una Majorette. Inizia così l’intervista alla presidentessa Annamaria Tonti. 

“Le Majorettes – continua la presidentessa – hanno uno scopo sociale e una finalità molto importante. Non tutti i paesi hanno una banda e noi che ne abbiamo una a Chiaravalle dobbiamo ritenerci fortunati. Le Majorettes aggiungono colore alla musica e concretizzano il suono con i loro movimenti. Come non c’è una banda senza Majorettes, non ci sono Majorettes senza una banda.”

Come ha spiegato, infatti, Annamaria Tonti, presidentessa della società A.s.d. Ginnastica Artistica Chiaravalle, vera e propria base centrale del gruppo, l’avventura delle Majorettes è cominciata 26 anni fa, quando Maurizio Frontini, direttore della banda musicale di Chiaravalle, manifesta la volontà di avere un gruppo di Majorettes e si rivolge proprio a lei, che quattro anni prima insieme ad altri otto genitori aveva fondato una società sportiva con lo scopo di dare ai giovani di Chiaravalle la possibilità di accedere al mondo dello Sport e delle competizioni nazionali.

 

Fin da subito si presenta il problema di un’insegnante adeguata, ma il caso vuole che proprio in quell’anno si fosse trasferita a Chiaravalle Barbara di Biccari, la capitana di una squadra di Majorosissime ragazze.

Del resto quella era un’epoca in cui ancora non c’era la possibilità di frequentare attività pomeridiane e la prospettiva di acquisire una certa notorietà attraverso ilgruppo solletica la curiosità delle giovani ragazze di Chiaravalle, come spiega ancora la Tonti.

Comincia l’avventura

Di modi di farsi conoscere ce ne sono stati, continua la presidentessa Tonti.  Dopo aver preso parte alle sfilate dei carri carnevaleschi di Matelica, Fano e Chiaravalle, hanno oltrepassato i confini marchigiani partecipando nel 2010 alla XIII edizione della festa internazionale della Frustica di Faleria, in provincia di Viterbo, un concorso nazionale per bande e Majorettes in cui si sono classificate ottave.

La Frustica apre loro la strada verso i concorsi internazionali e da lì sono arrivate anche in Croazia collaborando con la banda di Pianello Vallesina. Da diversi anni partecipano ad un altro concorso nazionale organizzato ogni anno dall’ANBIMA, l’ente che gestisce le bande italiane, che permette alle bande e ai gruppi di Majorettes migliori d’Italia di esibirsi in occasione dell’apertura al pubblico del parco divertimenti di Mirabilandia, a Ravenna:

“Un’occasione per abbinare musica e divertimento che permette ai gruppi di eseguire le loro attività in cambio di un pomeriggio di divertimento insieme ai propri compagni”, spiega Claudia Giuliani.

 

 

Le Majorettes di Chiaravalle sono arrivate anche in tv e nel web

Non si esauriscono nelle parate le loro comparse ma proseguono anche nel piccolo schermo.

Prima è stata la volta di una delle ragazze, concorrente in divisa da Majorette in una puntata de “I soliti Ignoti”, il programma condotto da Fabrizio Frizzi…

 

...e poi di tutto il gruppo, che l’anno scorso ha preso parte alle riprese del videoclip del singolo “¡Viva La Revolución!” del gruppo musicale marchigiano dei Capabrò.

 

Nuovi scenari per nuove abilità

Da poco l’esigenza di affinare la tecnica e rendersi disponibili a sempre più numerosi contesti le ha portate ad avvicinarsi a una nuova disciplina, sempre Made In Usa: stiamo parlando del Cheerleading, nato anch’esso per incitare la tifoseria del pubblico degli eventi sportivi attraverso l’allegria e, perché no, la spavalderia, di una danza tutta al femminile.  Unendo il loro tratto distintivo maggiore, la sincronia, all’acrobaticità del Cheerleading, sono riuscite a sbarcare anche nei campi sportivi per incitare il pubblico dei tifosi, in una veste nuova e colorata che le ha viste non sfilare ordinatamene ma balzare da una parte all’altra del campo, non con l’accompagnamento di una banda ma con basi musicali che spaziavano tra il Pop e il Techno, ma sempre con i loro strument per eccellenza tra le mani: il bastone e il pon pon, con i quali aggiungono effetti speciali alle loro coreografie, creando giochi di colore e illusioni ottiche. E, per finire, non poteva mancare il loro contagioso sorriso, indispensabile a portare a termine la loro mansione principale: divertire, oltre che sbalordire, il pubblico.

 

Cosi le abbiamo incontrate recentemente domenica 23 Settembre allo stadio comunale Luigi di Gregorio di Marina di Montemarciano, che ha ospitato la terza edizione del Trofeo Grankiominuto 3.0, un torneo dedicato alle categorie del Minirugby Under 8, 10 e 12, dove si sono sfidati in campo più di 250 atleti provenienti da 9 Società : Falconara, Ancona, Jesi, Fano, Pesaro, Perugia, Senigallia, Recanati e Fabriano.

Tanti e sempre nuovi eventi in programma occuperanno le  Majorette dell’ A.s.d. Ginnastica Artistica Chiaravalle: a novembre saranno le mascotte per eccellenza per la squadra di Basket Stamura di Ancona, che giocherà in casa al palasport Rossini e a febbraio 2019 parteciperanno ad un raduno organizzato dall’A.s.d. Ginnastica Artistica Chiaravalle con il patrocinio di ANBIMA e del comune della città.

Uno stile di vita più che uno sport

Quello della Majorette non è insomma un semplice sport, ma anche una forma di intrattenimento. Suo compito è quello di “Esprimere allegria, gioia di ballare ed eleganza”, come spiega l’insegnante. Il mondo dello spettacolo in cui si muove è quello delle feste folkloristiche e delle manifestazioni sportive della sua città, un vero e proprio lavoro che la tiene costantemente impegnata e che la ricompensa in soddisfazione:

“Una volta avevamo uno stipendio, perché le pro-loco organizzavano molte feste e con il ricavato riuscivano a dare importanti contributi alla nostra società. Adesso ci accontentiamo di un bicchiere di Coca-Cola e di tanta allegria!”, tra una timida risata e l’altra ammette ancora Claudia Giuliani.


E, per concludere,.. così nacque il bastone

La disciplina praticata da una Majorette si chiama Twirling, dal verbo inglese “To twirl”, che significa roteare. Non potrebbero realizzare i loro numeri infatti senza il loro attrezzo, il bastone, che spinto con una certa destrezza, si avvita in aria nel frattempo che la Majorette danza e sorride al pubblico; un po’ quello che facevano i mazzieri che si esibivano con le loro lunghe aste di legno durante le parate in America all’inizio del secolo scorso. Da qui infatti si origina ed evolve questa disciplina con lo scopo di accostare alla melodia delle bande musicali l’eleganza del movimento femminile. Negli anni ‘50 l’industria cinematografica americana porta il modello di vita dell’estremo Occidente in tutta Europa e con esso anche il fascino del Twirling, che comincia ad attecchire in Inghilterra, poi in Francia, Belgio, Germania e anche in Italia.

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